
Votando sì verrà abolita la norma che consente alle piattaforme di proseguire l'estrazione oltre alla scadenza delle concessioni in essere: spesso un escamotage, spiega Girotto, per rinviare lo smantellamento degli impianti e i relativi costi. Ma la consultazione, ribaidsce l'esponente pentastellato, è anche, e soprattutto, l'occasione per ripensare il sistema dello sfruttamento dei giacimenti fossili in Italia. A partire dal fatto che le compagnie petrolifere possono benficiae di royalties tra le più basse al mondo e di ampie franchigie. La conseguenza? Nel 2015, il paese ha incassato solo 340 milioni di euro per l'utilizzo di queste risorse pubbliche. L'attività etrattiva comporta un psesante impatto sull'ambiente, ribadisce Girotto citando i dati del ministero dell'Ambiente. Non vale nemmneno l'argomento portato dai sostenitori delle trivellazioni, secondo cui il settore può creare occupazione. Grazie all'alto livello di automazione, però, replica il senatore, la creazione di nuovi posti di lavoro sarebbe molto limitata. L?Arabia Saudita, per fare un esempio, pur con un'attività enormemente più ampia di qualla italiana, impiega non più di 50mila addetti. Dunque, conclude Girotto, a fronte di lauti guadagni per pochi grandi gruppi della lobby delle energie fossili, la collettività riceve vantaggi molto risicati, dovendo farsi carico, anzi di cospicui costi.