TREVISO - Torna l'appuntamento settimana con Paolo Pilla e il mondo del Golf. Oggi andiamo nel veronese, per un importante appuntamento.

Il 7° Memorial Paolo Dal Fior è l’annuale Campionato di coppia, ormai di consuetudine al Chervò, cui ho più volte partecipato. Vengo sempre volentieri per il significato intrinseco che ha per noi soci AIGG, e perché è sempre un bellissimo Campo tenuto molto bene, dov’è una gioia giocarci, soprattutto in questa stagione.
La competizione, su due giornate, era così programmata: Gara a colpi a coppie medal su trentasei buche, in unica categoria - 1^ giornata “quattro palle” (ogni giocatore gioca la propria palla, si sceglie il risultato migliore), -2° giro “Greensome” (entrambi i giocatori giocano il primo colpo, scelgono una delle due palle, e da quel momento ne giocano una sola, fino a portarla in buca, alternandosi nei colpi). L’hcp di gioco era determinato dalla somma del 6/10 del hcp del giocatore con il vantaggio più basso, più i 4/10 dell’handicap dell’altro giocatore, e la coppia era la stessa nelle due giornate. Due le prescrizioni cui soggiacere: 1) la differenza dell’handicap tra i due compagni di gioco non dev’essere superiore a venti, 2) la somma degli hcp non dev’essere superiore a cinquantasei. Se i valori non rispondono al prescritto, si provvede ad abbassare l’hcp del giocatore con il vantaggio più alto, del necessario per riportare la condizione nei parametri. Le restrizioni hanno provocato la ovvia ricerca del giusto compagno di gioco, già tempo prima.
Confortata da giornate splendide, la competizione si è fatta subito impegnata, conforme al motto del predicatore domenicano Henri Didon: "Citius! Altius! Fortius!" (Più veloce! Più in alto! Più forte!), trascurando il monito del barone Pierre de Coubertin "L'importante non è vincere, ma partecipare".Impegnata, ma di sapore amico, la prima giornata; Medal, e con la clausola “si piazza”, ha sofferto di tempi lunghissimi: quasi sei ore, sicuramente troppo, si perde la concentrazione. Il secondo giro, la Greensome, è andato meglio, anche se qualcuno non ha desistito dal pensare troppo a lungo prima del tiro, dal fare troppe prove, non accorgendosi che così i tempi si allungano e si fa notte. Anche il “si piazza” aiuta ad allungare i tempi. A mio avviso, e questo è raccomandato anche dalla Federazione, è bene che tale disposizione sia data solo in casi eccezionali. Coccolati da un bel sole, tuttavia, in Campo si stava bene. Con la mia compagna di squadra, gentile e simpatica signora, non usi a giocare insieme, c’è stato un risultato deludente. Pazienza! Solidali con de Coubertin, abbiamo avuto tutto quanto era bello.
A conclusione della prima giornata, l’ottima cena si è accompagnata a momenti commoventi, per la presenza dei genitori di Teodoro Soldati, il giovane golfista tragicamente scomparso il 16 luglio scorso, lasciando un vuoto nel mondo del Golf, e su quanti avevano potuto apprezzarne le doti. Ne avevamo parlato su Radio Veneto Uno in occasione dell’International u.16 Championship a lui dedicato, svoltosi in settembre a Biella. Ai genitori è stata consegnata la somma raccolta dall’AIGG durante le apposite lotteria e asta svoltesi in occasione del Campionato Giornalisti a Poggio dei Medici, denaro destinato alla ricerca per la cura della leucemia. Commossi i genitori, e coinvolti tutti i giornalisti.
La premiazione: Se la coppia Benito Russo-Andrea Ronchi si è dimostrata la più brava in assoluto vincendo il 1° lordo con 150 colpi sulle trentasei buche, il trionfo sul netto è stato per Elio Girompini e Matteo Dore che con 137 punti sono i vincitori del Campionato, e si sono aggiudicati la più grande coppa. A ruota la coppia Gianni Piva-Marco Lanza con 144 secondi, e Dario Bartolini-Giorgio Piccaia 145, terzi. Tra gli “amici”, il più forte in entrambe le giornate, Fabrizio Bottazzin di Treviso.Personalmente non definirei difficile il Campo, seppur ché i tre percorsi da campionato (il Benaco, il S. Martino e il Solferino), dai fairways ampi e perfettamente curati, hanno qualche tratto impegnativo. Per citarne un paio, va posta particolare attenzione alla buca 5 del Solferino: un par 3 di 215 m con il gran lago che occupa tutto il tratto dal tee al green. Si deve volare di precisione, perché oltre il green c’è subito un bunker.
Nel timore di andare lungo, la mia palla ha toccato la sponda opposta: toc e splash, è rimbalzata in acqua. Notevole è anche la buca 8, par 4 di 410 m, che ti fa sentir baldanzoso con quel tee sopraelevato rispetto al lago, ma in cui è poi facile finirci dentro, perché il tratto di acqua da volare è consistente, e il vento difficilmente aiuta. A me è andata bene, ho fatto un bel tiro, e sono atterrato in centro Fairway. L’usuale spaghettata che anticipa il “rompete le righe” è stato notevolmente più ricca: ospiti del Presidente del Club Pietro Apicella, che ha avuto parole di apprezzamento per l’AIGG, e ci ha riconfermato l’invito per il prossimo anno, abbiamo gustato un eccellente buffet, accompagnato a un vino generoso.
Paolo Pilla